
Quando ascoltiamo le storie di parto raccontate dalle nostre amiche e conoscenti, è facile sentire che molte di loro hanno vissuto l’esperienza di un "aiuto" decisivo da parte del personale sanitario durante la fase espulsiva del travaglio. Un gesto che spesso viene descritto come se l’ostetrico o il ginecologo fosse "salito sulla pancia" della donna.
Questa tecnica è conosciuta come manovra di Kristeller, e sebbene venga praticata in alcuni ospedali, è una manovra estremamente rischiosa che dovrebbe essere evitata.
La manovra di Kristeller è una tecnica ostetrica che prevede che l’ostetrico o il ginecologo eserciti una forte pressione sull’addome della madre, più precisamente sul fondo dell’utero, durante la fase espulsiva del parto. L’obiettivo dichiarato è accelerare il parto, spingendo il bambino fuori dal canale del parto, nel tentativo di ridurre la durata della fase espulsiva. Tuttavia, questa pratica ha suscitato numerosi dubbi e preoccupazioni a causa dei gravi rischi che comporta per la madre e il neonato.
1. Rottura dell’Utero
La compressione esercitata sull’addome durante la manovra di Kristeller può provocare lesioni gravi all’utero, inclusa la rottura. La rottura uterina è
un’emergenza ostetrica estremamente pericolosa che può portare a gravi emorragie e richi gravi per madre e del bambino.
2. Distacco della Placenta
La pressione intensa sul fondo dell’utero aumenta il rischio di distacco della placenta, una condizione in cui la placenta si separa dalla parete uterina prima del
parto, compromettendo l’afflusso di ossigeno e nutrimento al feto. Questo è un evento grave che può mettere a rischio la salute del bambino e richiedere un
intervento chirurgico immediato.
3. Lesioni Perineali e Vaginali
Il parto accelerato forzato tramite questa manovra può provocare lacerazioni severe a cervice, vulva e vagina, che non solo causano dolore intenso ma
richiedono anche un intervento medico per il trattamento delle lesioni. Le donne che subiscono queste lacerazioni sono maggiormente esposte al rischio di
complicazioni durante il post-parto, come infezioni e difficoltà nel recupero.
4. Sofferenza Fisica e Psicologica
La manovra di Kristeller non solo espone la madre a danni fisici diretti, ma anche a un grande stress psicologico, soprattutto se la tecnica è eseguita senza il suo pieno consenso informato. La pressione fisica associata a un intervento non consensuale può aumentare il trauma emotivo di un’esperienza già di per se'
intensa come il parto.
1. Traumi Neonatali
La pressione esercitata sull'addome materno può portare a traumi neonatali come lesioni al collo e alla testa, soprattutto in caso di uso eccessivo della forza.
Questi traumi possono avere conseguenze a lungo termine sullo sviluppo del bambino.
2. Sofferenza Fetale
Se la pressione viene esercitata in modo eccessivo o improprio, può compromettere la circolazione sanguigna fetale, inducendo sofferenza fetale.
Ciò significa che il bambino non riceve l'ossigeno necessario per un parto sano, aumentando il rischio di complicazioni come bradicardia (frequenza cardiaca
rallentata).
3. Malformazioni e Difficoltà Motorie
L’intenso stress fisico subito durante la manovra potrebbe anche contribuire a difficoltà motorie nel neonato, limitando la sua mobilità e il suo sviluppo neurologico a lungo termine.

Le linee guida dell’OMS e delle principali organizzazioni sanitarie internazionali sconsigliano l’utilizzo routinario della manovra di Kristeller. Sebbene la manovra possa essere proposta in situazioni di emergenza, la sua pratica deve essere limitata a casi in cui non ci siano alternative più sicure per favorire il parto, e sempre con il pieno consenso della donna. Le linee guida suggeriscono che altre tecniche meno invasive dovrebbero essere preferite per accelerare la fase espulsiva.
Raccomandazioni OMS sulle cure intrapartali per una esperienza positiva della nascita:
“Le manovre di compressione addominale sul fondo uterino per facilitare il parto nella seconda fase del travaglio non sono raccomandate.”
Inoltre, è fondamentale che le donne siano adeguatamente informate su questa e altre tecniche ostetriche, per poter fare una scelta consapevole e giustificata, senza sentirsi forzate a subire interventi non necessari.
Esistono metodi meno invasivi e più sicuri che dovrebbero essere preferiti in caso di difficoltà durante il parto:
• Cambio di posizione: La donna può provare diverse posizioni, come stare in piedi, accovacciarsi o mettersi a carponi, che favoriscono il movimento del bambino nel canale del parto senza necessità di pressioni esterne.
• Ventosa: Un'alternativa meno invasiva rispetto alla manovra di Kristeller, la ventosa è uno strumento che può essere utilizzato in caso di difficoltà, ma con meno rischi di danni fisici alla madre e al bambino.
• Tecniche di rilassamento: Massaggi, respirazione profonda e altre tecniche disupporto psicologico possono ridurre la tensione e il dolore, favorendo un parto
naturale e meno medicalizzato.
La manovra di Kristeller non solo comporta rischi significativi per la salute della madre e del bambino, ma anche un approccio poco rispettoso alla donna durante un momento così importante.
Ogni donna ha il diritto di essere informata e di dare il suo consenso consapevole su tutte le pratiche mediche durante il parto. La nascita è un’esperienza unica e deve essere gestita con rispetto per il corpo e per la salute della madre e del bambino.
Con alternative più sicure a disposizione, è essenziale ridurre al minimo gli interventi invasivi, favorendo un parto naturale e rispettoso delle esigenze della donna.
